San Filippo Neri

Ricevette la prima istruzione in famiglia, di condizione modesta ma non misera: il padre infatti era notaio anche se non molto affermato. Ricevette il battesimo nella chiesa di San Pier Gattolino e visse a Firenze fino a 18 anni, quando fu inviato presso un parente a Cassino (allora chiamato San Germano) per essere avviato alla professione di commerciante. Nel 1534 si recò a Roma come pellegrino ma vi rimase in qualità di precettore dei figli del capo della Dogana, il fiorentino Galeotto Caccia, che forse gli fornì l’occupazione in nome della loro comune origine. Nel frattempo seguiva corsi di filosofia all’Università della Sapienza. Ben presto espresse nella preghiera le sue attitudini di mistico e contemplativo. Cominciò a prestare la sua opera di carità presso gli ospedali e presso le confraternite, soprattutto la Confraternita della Trinità dei Pellegrini. Decise di farsi prete: il 23 maggio 1551 ricevette il sacramento dell’Ordine dal vescovo Sebastiano Lunel. Come sacerdote amministrò in particolare il sacramento della confessione come fonte di dialogo con i "penitenti". Da questi dialoghi e da questi incontri nacque il primo nucleo della sua istituzione, l’Oratorio: infatti alcuni suoi discepoli divennero sacerdoti, cominciarono una vita in comunità e Filippo ne divenne rettore e ne stabilì le regole. Nel 1575 il papa Gregorio XIII eresse la Congregazione dell'Oratorio e concesse a questa la chiesa di Santa Maria in Vallicella, che ne divenne la sede. Promosse innumerevoli attività: coinvolse nella preghiera e nella lettura della Bibbia uomini comuni, artisti, musicisti, uomini di scienza; fondò una scuola per l’educazione dei ragazzi. In tempi nei quali la pedagogia era autoritaria e spesso manesca, Neri si rivolgeva ai suoi allievi (che erano, si direbbe oggi, ragazzi di strada) con pazienza e benevolenza: ancora oggi si ricorda la sua esortazione in romanesco: "State bboni (se potete...)!". Un'altra sua celebre frase, un'imprecazione di impazienza poi attenuata dall'augurio della grazia del martirio: "Te possi morì ammazzato... ppe' la fede!". Trascorse i suoi ultimi anni a Santa Maria di Vallicella.

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