Il Complesso Monumentale
Un capolavoro del Barocco nel cuore di Torino
La Chiesa e il Complesso Monumentale di San Filippo Neri rappresentano una delle testimonianze più significative dell’architettura barocca torinese. Fondato nel XVII secolo, il complesso è stato per secoli il centro della vita spirituale e culturale della Congregazione dell’Oratorio, ospitando opere di rilievo e architetture firmate da maestri come Antonio Bettino, Guarino Guarini e Filippo Juvarra.

La Chiesa di San Filippo Neri a Torino
La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1675 su progetto di Antonio Bettino; dal 1679 intervenne nel cantiere anche Guarino Guarini. Nel 1714 il crollo della cupola e di parte della navata impose una radicale ricostruzione, affidata nel 1715 a Filippo Juvarra, autore del progetto che definì l’attuale impianto dell’edificio. Proseguiti nel corso del Settecento, i lavori furono completati nell’Ottocento da Giuseppe Maria Talucchi e, per la facciata, da Ernesto Camusso.
L’Oratorio
Adiacente alla chiesa e alla Casa dei Padri, l’Oratorio è uno degli ambienti più significativi del complesso. La sua configurazione settecentesca è legata ai progetti di Filippo Juvarra e all’intervento di Ignazio Agliaudi di Tavigliano. L’interno conserva un articolato apparato decorativo, con opere di Sebastiano Conca, Mattia Franceschini e Gaetano Perego. Luogo tradizionalmente destinato alla preghiera, alla predicazione, alla musica e agli incontri culturali, esprime appieno la peculiare identità spirituale e culturale della tradizione filippina.
Il restauro dell’oratorio
Tra il 2013 e il 2015 l’Oratorio è stato interessato da un articolato intervento di restauro e rifunzionalizzazione, concluso con la riapertura nel settembre 2015. I lavori hanno restituito piena fruibilità a uno degli ambienti più significativi del complesso, intervenendo sullo spazio storico e affiancando alla conservazione l’adeguamento necessario alle nuove funzioni. L’Oratorio è così tornato a ospitare attività musicali e culturali, recuperando una vocazione profondamente legata alla storia e alla tradizione della Congregazione.
La nascita della Congregazione
La presenza dell’Oratorio di San Filippo Neri a Torino ebbe origine nel 1648, per iniziativa del nunzio apostolico Alessandro Crescenzi e dei sacerdoti Pietro Antonio Defera e Ottaviano Cambiani. La Congregazione fu canonicamente eretta il 26 gennaio 1649 dall’arcivescovo Giulio Cesare Bergera. Nel 1651 vi entrò Sebastiano Valfrè, destinato a divenirne una figura centrale e uno dei protagonisti della vita religiosa e sociale della Torino seicentesca.


L’antico sepolcreto
Situata sotto l’Oratorio, la cripta costituisce l’antico sepolcreto della Congregazione. Realizzata alla fine del Seicento, accolse le sepolture dei Padri dell’Oratorio e di numerosi laici, restituendo, attraverso le loro vicende, uno spaccato della società torinese. Vi si conservano, tra le altre, le memorie dei fondatori Pietro Antonio Defera e Ottaviano Cambiani e di altri membri della comunità. Sotto il pavimento si trova inoltre l’ossario con i resti delle prime inumazioni.
I CAPOLAVORI
Il paliotto di Pietro Piffetti
Realizzato nel 1749 per l’altare maggiore, il paliotto di Pietro Piffetti è uno dei capolavori dell’ebanisteria europea del Settecento. Legni pregiati, avorio, madreperla e altri materiali preziosi compongono una raffinata trama di intarsi. Al centro è raffigurata l’Illuminazione di san Filippo Neri nelle catacombe di San Sebastiano; Aronne, Mosè e il pellicano eucaristico completano un articolato programma iconografico. L’opera fu commissionata dall’oratoriano Giambattista Prever per il primo centenario della Congregazione torinese.
Il restauro
Tra il 2017 e il 2018 il paliotto è stato sottoposto a un articolato intervento di studio e restauro presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, nell’ambito di un progetto finanziato dalla Compagnia di San Paolo. Indagini diagnostiche e analisi scientifiche hanno consentito di approfondire i materiali e le tecniche esecutive, guidando le operazioni conservative. Il restauro ha restituito leggibilità alla straordinaria ricchezza materica e cromatica dell’opera, contribuendo al tempo stesso a una conoscenza più approfondita della tecnica di Piffetti.

L’organo dell’Oratorio
Collocato sulla cantoria sopra l’ingresso, l’organo dell’Oratorio fu costruito nel 1838 da Luigi Concone e Figli, esponenti dell’arte organaria torinese dell’Ottocento. Lo strumento testimonia il ruolo centrale della musica nella tradizione oratoriana, in cui il canto e la pratica musicale accompagnavano la preghiera e la formazione spirituale. Restaurato da Marco Renolfi e nuovamente valorizzato in ambito concertistico, conserva una funzione viva, rinnovando nello spazio dell’Oratorio il secolare rapporto tra musica e spiritualità.
L’organo della Chiesa
Costruito nel 1831 dai Fratelli Serassi di Bergamo, l’organo della chiesa di San Filippo rappresentò una delle prime importanti affermazioni della celebre famiglia organaria a Torino. Nel 1889 lo strumento fu profondamente rinnovato da Carlo Vegezzi-Bossi, pur conservando parte dell’impianto serassiano. Collocato sulla cantoria a destra del presbiterio, testimonia l’evoluzione dell’arte organaria italiana dell’Ottocento e la centralità assunta dalla musica nella vita liturgica e culturale della Congregazione.

Francesco Solimena, San Filippo Neri raccomanda la città di Torino alla Madonna con il Bambino
Dipinta nel 1722–1723, la monumentale pala di Francesco Solimena raffigura san Filippo Neri che raccomanda la città di Torino alla Vergine con il Bambino. Finanziata dal banchiere Gabriele Bogetto, costituisce una delle più significative commissioni pittoriche della Torino settecentesca. La spettacolare composizione, animata dal corteggio angelico, culmina nella veduta della città ai piedi del santo, stabilendo un intenso legame simbolico tra San Filippo, la Congregazione e Torino.
Il restauro
La pala di Francesco Solimena è stata restaurata da Riccardo Moselli nell’ambito di Restituzioni, il programma di salvaguardia del patrimonio artistico promosso da Intesa Sanpaolo, sotto la direzione di Mario Epifani della Soprintendenza. L’intervento ha restituito una maggiore leggibilità alla ricchezza pittorica dell’opera. Le indagini diagnostiche hanno inoltre approfondito la tecnica esecutiva di Solimena, rivelando alcune variazioni introdotte dall’artista durante la realizzazione e consentendo confronti significativi con disegni e bozzetti preparatori.
Carlo Maratti e collaboratori, La Vergine con il Bambino e i santi e beati di Casa Savoia, 1709
Destinata all’altare maggiore di San Filippo, la grande pala fu commissionata nel 1709 dal principe Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano a Carlo Maratti, protagonista della pittura romana del secondo Seicento. A causa dell’età avanzata del maestro, l’esecuzione coinvolse i suoi collaboratori, tra cui Giuseppe Bartolomeo Chiari, Andrea Procaccini e Giuseppe Passeri. La Vergine con il Bambino domina una solenne assemblea di santi e beati sabaudi, esprimendo il legame tra la Congregazione e la dinastia regnante.
Il restauro
Nel 2018 la grande pala dell’altare maggiore è stata sottoposta a un intervento di restauro realizzato con il contributo della Fondazione CRT. L’operazione ha rappresentato un’importante occasione di studio dell’opera, consentendo di approfondirne la complessa vicenda attributiva ed esecutiva e di restituire maggiore leggibilità alla composizione. I risultati dell’intervento sono stati presentati a San Filippo con il coinvolgimento della Soprintendenza e di studiosi delle Università di Torino e Roma “La Sapienza”.
Francesco Trevisani, Martirio di san Lorenzo, 1723 circa
Destinata a una delle cappelle prossime al presbiterio, la pala con il Martirio di san Lorenzo fu commissionata a Francesco Trevisani nel quadro del rinnovamento artistico promosso per San Filippo nel primo Settecento. Il pittore, tra i protagonisti della scena romana, rappresenta il martirio del diacono con una composizione di forte intensità narrativa. L’opera dialogava idealmente con la pala di Francesco Solimena, testimoniando l’apertura della committenza oratoriana alle principali esperienze della pittura italiana contemporanea.
Sebastiano Conca, Immacolata Concezione e Dio Padre con san Filippo Neri, 1724–1728
Realizzata tra il 1724 e il 1728 per l’altare dell’Oratorio, la monumentale pala di Sebastiano Conca raffigura san Filippo Neri in adorazione dell’Immacolata, alla presenza di Dio Padre. La composizione, equilibrata e caratterizzata da una raffinata morbidezza cromatica, testimonia l’affermazione a Torino della cultura pittorica romana del primo Settecento. Dell’opera si conserva un bozzetto al Museo Civico d’Arte Antica, preziosa testimonianza del processo ideativo dell’artista.
Sebastiano Conca — Immacolata Concezione e Dio Padre con san Filippo Neri, 1724–1728
Realizzata tra il 1724 e il 1728 per l’altare dell’Oratorio, la monumentale pala di Sebastiano Conca raffigura san Filippo Neri in adorazione dell’Immacolata, alla presenza di Dio Padre. La composizione testimonia l’affermazione a Torino della cultura pittorica romana del primo Settecento e l’alto livello della committenza oratoriana. Dell’opera si conserva un bozzetto al Museo Civico d’Arte Antica di Torino, preziosa testimonianza del processo ideativo che condusse alla redazione definitiva.
Il restauro
La pala di Sebastiano Conca è stata sottoposta a un intervento di restauro e successivamente ricollocata nella sua sede originaria, l’Oratorio. Il recupero dell’opera si inserisce nella più ampia stagione di interventi che ha portato alla riapertura dell’ambiente nel 2015. Il restauro e la ricollocazione della tela dell’Immacolata Concezione sono stati sostenuti dalla Fondazione CRT, contribuendo a restituire all’Oratorio uno degli elementi fondamentali del suo programma decorativo originario.
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